PROMEMORIA DEI SOPPRUSI DA ME SUBITI NEGLI ANNI 1964/70 E 1989/1992

17 marzo 2011 Chiuduno (BG) – Il cittadino Benito Scaburri

 

c h i e d e

il perché siano stati concessi alcuni importanti privilegi da parte degli amici del Palazzo del potere comunale di Chiuduno (BG) alla Signora Belotti Anna in Rotatinti.  Forse  perché la stessa era la sorella di un sacerdote, tale  don Giacomo Belotti,  e chi di dovere si commuoveva alla lettura delle missive che egli scriveva ed indirizzava ai suoi illustri amici potenti e intoccabili???

Vicende politiche delle pubbliche amministrazioni dove la corruzione dilaga giornalmente

(più veloce della luce)

nei comuni, nelle province e nelle regioni

Luglio 2011 

“Eliminare l’arroganza, soprusi, abusi di potere, raccomandazioni e la corruzione di parentopoli mafiosi NON BASTA IL BISTURI ci vuole il LANCIAFIAMME

P7: SETTIMO, NON RUBARE – GLI INTOCCABILI E GUAI A CHI LI TOCCA 

Dalla trasmissione televisiva Otto e mezzo su la tv “La 7” lunedì 27 giugno 2011 dalla giornalista Lilli Gruber il Capo della Procura della Repubblica di Napoli Giandomenico Lepore che indaga sull’affare P4 ha dichiarato:

“Penso proprio che i politici e amministratori pubblici si sentono intoccabili, perché quando vengono toccati hanno una reazione unanime, quasi che la politica dovesse essere una zona franca, una zona protetta da qualsiasi intervento esterno”.

E guai a chi li tocca, questi amministratori pubblici, che a volte fanno da portaborse.

 

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La MELA MARCIA

DELLA LEGA NORD 1998-1999

La segnalazione dell’ON. PIERGIORGIO MARTINELLI SINDACO DI CHIUDUNO, al Consiglio Nazionale della Lega Nord. di via Bellerio 41 MILANO

Ecco la storia di Benito Scaburri, militante leghista dal 1990 al 2000, che ha creduto ciecamente nella Lega Nord, tanto che per undici anni ha lavorato per la stessa GRATIS, riponendo fiducia sulla moralità e trasparenza dei propri dirigenti e Sindaci, sposando il motto “uno per tutti e tutti per uno”.

Un fatto preso ad esempio. Il 20 novembre 2001 Benito SCaburri ha redatto un volantino dicendo che vari “generali” della Lega Nord hanno tradito gli ideali del movimento leghista pronunciati nel giuramento di Pontida, “uno per tutti e tutti per uno”. Essi si sono offesi sporgendomi poi una denuncia; nonostante le scuse inviate per lettera non hanno accettato obbligandomi a pagare l’ammenda, il 31 ottobre 2005.

Diceva Bossi: “Fuori tutti i corrotti e corruttori e il marciume che regna nelle amministrazioni pubbliche, noi faremo piazza pulita dei dipendenti assunti con concorsi  truccati, dei raccomandati e dei parentati. Autonomia  federalismo piazza pulita di tutta la burocrazia!!!”

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Vicende politiche delle pubbliche amministrazioni
dove la corruzione dilaga giornalmente

Luglio 2011

P7: SETTIMO, NON RUBARE – GLI INTOCCABILI E GUAI A CHI LI TOCCA

Dalla trasmissione televisiva Otto e mezzo su la tv “La 7” lunedì 27 giugno 2011 dalla giornalista Lilli Gruber il Capo della Procura della Repubblica di Napoli Giandomenico Lepore che indaga sull’affare P4 ha dichiarato:

“Penso proprio che i politici e amministratori pubblici si sentono intoccabili, perché quando vengono toccati hanno una reazione unanime, quasi che la politica dovesse essere una zona franca, una zona protetta da qualsiasi intervento esterno”.

GIUGNO  2012


I 2 INTRUSI DI CIVIDINO (BG) 1991/2012

AL SOTTOSCRITTO BENITO SCABURRI NEL PROPRIO CURRICULUM DI QUESTA CRICCA, CASTA, AFFARISTICA SENZA SCRUPOLI GLI MANCAVA SOLO QUESTA COPPIA DI INTRUSI RUFIANI DI CIVIDINO (BG), ANNA E ANTONIO PER COMPLETARE IL CERCHIO MAGICO DI QUESTA CASTA, CRICCA, AFFARISTICA SENZA SCRUPOLI DI CHIUDUNO (BG).
DUE RUFFIANI DI CIVIDINO (BG), ANNA E ANTONIO AL SERVIZIO DELLA CASTA CRICCA AFFARISTICA SENZA SCRUPOLI DEL PALAZZO COMUNALE DI CHIUDUNO (BG) CHE PER PIU’ DI VENT’ANNI SONO RIUSCITI A SEMINARE ZIZZANIA, ZIZZANIA IN CASA MIA, NELLA MIA FAMIGLIA.
1)    QUESTI SIGNORI CONOSCIUTI PER CASO IN PIZZERIA ASSIEME AD ALTRI PAPA’ IN UN RITROVO CONVIVIALE NEGLI ANNI 1990/1991 PER CIRCA DUE ANNI APPENA SEDUTI MI RIPORTAVANO I SALUTI DELLA CRICCA/CASTA AFFARISTICA E SENZA SCRUPOLI  DI CHIUDUNO (BG).
E IO RISPONDEVO A QUELLI CHE OGGI MI MANDANO I SALUTI DOV’ERANO A NOVEMBRE 1964 QUANDO MI HANNO FERMATO I MACCHINARI E BORLOTTI DI NOTTE PER 7/8 MESI FINO A MAGGIO/GIUGNO 1965, PERCHE’ FACEVANO RUMORE ,E COSI’ FACENDO MI HANNO DISTRUTTO UN AZIENDA D’ORO CON ALLE DIPENDENZE 25 OPERAI E 5 COLLABORATORI ESTERNI, RIDUCENDOMI COSI’ IN “BRACHE DI TELA” (1964/1970), AL PUNTO CHE NON AVEVO PIU’ NEPPURE I SOLDI PER PAGARE L’AVV. ITALO LOSITO DI BERGAMO. (VEDI SUE LETTERE DEL 1970 PUBBLICATE NEL SITO INTERNET).
NEL BREVE SPAZIO DI 15 GIORNI IL RUMORE A SEGUITO DEI LAVORI ESEGUITI NEL NOVEMBRE 1964, CON DOPPIA PORTA E DOPPIA FINESTRA,  ERA STATO RIDOTTO A 46 DECIBEL . (VEDI VERBALE VIGILI DI BERGAMO DEL 10.02.1965)

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2)E IL CERTIFICATO TRUCCATO  DELLA MALATTIA, NOVEMBRE 1964, DELLA BELOTTI ANNA IN ROTATINTI CHE TUTTI, TUTTA CHIUDUNO SAPEVANO CHE ERA TRUCCATO , IL TUTTO AL SOLO SCOPO PER ESTORCERMI DEI SOLDI, CHE FUI COSTRETTO A VENDERE IL TERRENO DI MIA MADRE PER PAGARE 5 MILIONI DI LIRE NEL 1969/71 E CHE IL FRATELLO DELLA ANNA BELOTTI IN ROTATINTI, DON GIACOMO BELOTTI IN QUEL PERIODO CURATO DEL PAESE DI CHIUDUNO (BG),  ACCONSENTI’ CON PIGNORAMENTI, IPOTECHE E SEQUESTRI!!!
PERSONALMENTE SAREI DISPOSTO, A MIE SPESE A FAR RIESUMARE LA BELOTTI ANNA IN ROTATINTI, ALFINE DI POTER STABILIRE, ANCHE GRAZIE ALLA TECNOLOGIA SOSFISTICATA DEL GIORNO D’OGGI, SE ELLA SI E’ AMMALATA EFFETTIVAMENTE CON LA POLVERE DEL MIO BOTTONIFICIO NEL PERIODO 1964, A QUEL PUNTO SAREI DISPOSTO A RISARCIRE GLI EREDI ROTATINTI CON € 50 MILA E PRESENTARE LORO LE DOVEROSE SCUSE!!!
DOV’ERANO QUESTI SIGNORI OGGI COSI’ PREMUROSI NEL INVIARMI I SALUTI ???
SONO SEMPRE STATI E SEMPRE SARANNO PER TUTTA LA VITA DEGLI STRONZI.

MA DOPO 15/16 INCONTRI IN CENE E PIZZERIE E DOPO QUESTA ENNESIMA SERATA MOLTO MOVIMENTATA HO DECISO DI NON FREQUENTARLI PIU’, ANCHE PERCHE’ NON SO NEPPURE CHE PERSONE SONO !!!
MI CHIEDO SE NON E’ BASTATA A QUESTI SIGNORI LA RACCOMANDATA DEL PRIMO MARZO 2008 NELLA QUALE LI INVITAVO FORMALMENTE A SMETTERE QUESTI COMPORTAMENTI.
QUANTE VOLTE SONO ANDATO IO ABUSSARE ALLA LORO PORTA PER INFASTIDIRLI ???
QUESTI DUE INTRUSI RUFFIANI E CIARLATANI, CHE CONTINUANO ANCORA A TELEFONARE.
C’E’ DA SUPPORRE CHE GLI ABBIANO CONSIGLIATO DI CONTINUARE A SEMINARE ZIZZANIA E ZIZZANIA NELLA MIA FAMIGLIA, ANCHE PER INVOGLIARMI A VENDERE IL MIO IMMOBILE RUSTICO IN CHIUDUNO (BG), CON UN OFFERTA DI € 200 MILA (400 MILIONI DI VECCHIE LIRE) CHE ERA UN OFFERTA MISERA) VOLUTA DAL FACCENDIERE GEOM. CARLO ZERBINI.
A CONFERMA DI CIO’ E’ LA VENUTA A CAPRIOLO (BS) DELL’IMPRESARIO EDILE ARTURO FINAZZI NEL MAGGIO 2005.
ORA CHE HO VINTO LA CAUSA IL 4 APRILE 2012 CONTRO LA PRIVILEGIATA DELLA CASTA/CRICCA AFFARISTICA SENZA SCRUPOLI BELOTTI ANNA IN ROTATINTI,
DOPO 48 ANNI DI CARTE BOLLATE 1964/2012 ,
SEI ANNI DI VOLANTINI , MANIFESTI  E GIORNALI 1985/1990
26 ANNI DI CAUSE 1986/ 4 APRILE 2012.
ORA SI SPERA SIA FINITA LA SEMINA DELLA ZIZZANIA, O CONTINUERA? ? ?
E SE LA COSA CONTINUERA’ SARA MIA PREMURA PORTARLI IN TRIBUNALE!!!

 

16 luglio 2012

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Foto del muro della Berlinchiudunese

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Deluso, abbandonato e truffato.

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“Uno per tutti e tutti per uno”

Era solo uno slogan.

Pronto a rientrare, dopo aver cacciato i traditori del giuramento di Pontida

21 luglio 2012

http://www.lindipendenza.com/muro-chiuduno-scaburri/

 

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Giustizia italiana: 48 anni per far abbattere un muro! 26 per ottenere giustizia

21 Luglio 2012 

di JAMES CONDOR

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CHIUDUNO – Per far abbattere il muro costruito sul confine del suo laboratorio, Benito Scaburri, 78 anni, ha dovuto attenderne 26. La corte di appello di Brescia, il 12 aprile 2012, gli ha dato finalmente ragione. Nel frattempo ha cambiato quattro legali, i giudici sono andati in pensione, le controparti sono decedute e ha dovuto lottare in tribunale con gli eredi: «Finalmente però, dopo 48 anni, verrà abbattuto il muro di Chiuduno. Quello di Berlino è durato la metà». Una storia di paese esemplare per raccontare i tempi della giustizia civile. Ma anche molto particolare. Quella di Scaburri è stata soprattutto una rivincita sul passato, quando, proprio per le lamentele del vicino prima, e le cause dello stesso vicino poi, fu costretto a chiudere il suo bottonificio, restando in brache di tela e lasciando a casa 30 operai. Da allora abbandonò il paese, cambiò mestiere, fece fortuna. Ma non smise mai di ripensare a quanto gli era accaduto. Quando questa storia è infatti cominciata in tempi remoti, addirittura nei primi anni ’60. E si è trascinata fino ai giorni nostri.

L’INIZIO

Nel 1964 Benito Scaburri, dopo qualche anno passato a lavorare come fornaio, apre un bottonificio insieme al padre, che poi rileva. Ha la quinta elementare, ma sul lavoro si rivela un asso. Lì, racconta, tanti facevano i bottoni e il mercato tirava da impazzire. Tanto che lui, nel giro di una manciata di mesi, aumenta notevolmente il fatturato. I suoi operai passano da 10 a 25, oltre a 5 collaboratori. Il successo gli arride in fretta: diventa anche presidente della squadra di calcio locale. Fino a quando il Comune non gli taglia, professionalmente, le gambe. Accade quando chiede di mettere una soletta nel laboratorio.

UNA STRANA LETTERA

Il 3 novembre 1964  gli arriva infatti una lettera del sindaco che, nell’autorizzarlo a costruirla, gli fa nello stesso documento presente che i vicini che abitano nel palazzo adiacente sono infastiditi dai rumori e dalla polvere che produce lavorando i bottoni. Aggiunge che l’orario di lavoro che deve seguire va dalle 7 alle 20. «Io, come altri, fabbricavo i bottoni borlotti. E la loro lavorazione  necessita di un ciclo continuo di 24 ore. A nessuno era stato chiesto di interrompere la produzione. E mi sembrò assurdo. Chiesi dunque chi facesse parte della commissione edilizia, che, nell’autorizzarmi, mi imponeva una cosa tanto devastante. Ma mi fu risposto che si trattava di un “segreto d’ufficio”». Il che è piuttosto singolare, dato che si tratta di atti pubblici.

LA ROVINA

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Succede altro. La stessa vicina che si lamentava dei rumori e della polvere lo denuncia, sostenendo che la soletta di Scaburri verrebbe costruita sul muro di confine. «Vennero i carabinieri e constatarono che non era così. Rilevarono pure che i rumori erano sotto i 47 decibel di norma».

Ma non basta. Perché arriva una nuova querela: la donna soffre ai polmoni per via delle polveri del bottonificio. «Io rimasi di sasso. Nessun altro bottonificio della zona, anche molto più grande del mio, aveva avuto lamentele di questo genere.I miei operai, che erano proprio a contatto con i bottoni, stavano benissimo». Ma alla donna si aggiunge uno di loro. Cominciano sopralluoghi, visite, ispezioni, processi. «Intanto, per otto mesi la mia produzione andava nettamente a rilento per via dell’orario ridotto. Alla fine fui costretto a chiudere. E con me 30 famiglie rimasero senza lavoro. Persi anche la causa sui danni di salute provocati  alla vicina e dovetti risarcirla con cinque milioni nel 1969. Non avevo più un soldo per pagare i miei legali. E fui costretto a vendere le terre di mia madre. Ero rovinato, questa è la verità».

                         (Vedi le  due lettere  dell’Avv. Italo Losito del 1970)

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seconda_lettera_losito

IL MURO

Ma in paese ci sono altri movimenti. Perché è la stessa vicina di casa a costruirgli sul confine di comproprietà,  un vano scale, che presto diventerà una parete di oltre quattro metri e mezzo con finestre, dietro cui ricavare dei bagni, chiedendo poi il condono. «Tre licenze, dal 1961 al 1989» dice lui.  In Comune, autorizzano in soli quattro giorni quella del 1967, “a tempo di record – scriveranno decenni dopo i giudici- …sembrerebbe, senza nemmeno sentire la commissione edilizia”.

Certo, un dettaglio può passare inosservato. Ma un muro di oltre quattro metri dietro cui ricavare vani, alla fine non può sfuggire agli occhi delle istituzioni. Anche perché Chiuduno non è grande come Roma o Milano. «Eppure, allora, nessuno diceva niente. E per me rimase il simbolo dell’ingiustizia che avevo subito. Solo che non avevo appunto il denaro per pagare gli avvocati e portare avanti la causa». Così se ne va, perché deve rifarsi una vita.

Si mette a commerciarli, i bottoni, e presto la fortuna comincia ad arridergli. Si rimette in piedi e anzi, ottiene enorme successo. Ma la sua testa è ancora là, al suo paese, quando una lettera del sindaco e le cause intentate dalla vicina, lo hanno portato a chiudere. Mentre un muro abusivo, alto e lungo, veniva su e incombeva sul confine del suo laboratorio nel silenzio generale.

 

IL CONCORRENTE

Scaburri s’impunta e paga un detective per ottenere il verbale di commissione edilizia del 1964. Un verbale pubblico. Lo ottiene 24 anni più tardi. Dentro, non c’è traccia del nuovo orario di lavoro da seguire. Però scopre un particolare inquietante: la commissione edilizia aveva autorizzato la costruzione della sua soletta il 15 novembre, e cioè 12 giorni dopo che lui aveva ricevuto quella lettera con autorizzazione e limitazione dell’orario di lavoro. I conti, ovviamente, non tornano affatto. Ma c’è dell’altro: «Dal verbale venni a conoscenza che, tra i membri della commissione edilizia, c’era il mio diretto concorrente nella produzione di bottoni borlotti, che, come me, operava sul mercato tedesco». E lui va su tutte le furie.

LE CAUSE

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Sono passati decenni, ma Scaburri agisce: porta in tribunale la vicina per la costruzione abusiva del muro. Poi, trascende. Fa volantini ingiuriosi su di lei, distribuendoli in paese, ipotizzando complotti. E viene condannato a pagarle altri cinque milioni di danni. Ma la sua ira si scaglia anche contro il diretto concorrente e gli amministratori locali, sindaci e assessori, nessuno dei quali si è accorto dell’abuso edilizio fatto sul suo laboratorio. Nessuno dei quali, a suo dire, gli aveva consegnato un atto pubblico, per ottenere ufficialmente il quale si era dovuto far accompagnare dai carabinieri. Attacca tutti sui giornali: «Voglio sapere chi volle rovinarmi». E va oltre:  fonda l’associazione Facce di bronzo, con cui scolpisce la faccia di un politico che ritiene degno del titolo.

Capirai, siamo in piena Tangentopoli e le facce scolpite si moltiplicano. Diventano facce nazionali. Finisce sui settimanali, in tv. Ma la sua testa è sempre concentrata sugli anni ’60. «Nel 1989 fu concessa alla vicina l’ultima licenza, nonostante fosse iniziata già la causa per il muro». La rabbia sale. Il tempo passa. Le udienze rallentano. Si allontanano di mesi, poi di anni. Scaburri è sempre più voglioso di giustizia. Con l’associazione edita un libro in cui sostiene che dietro i suoi guai ci sia stato un complotto ordito per rovinarlo di cui avrebbero fatto parte alcuni imprenditori di bottonifici e la vicina di casa, sorella del parroco del paese negli anni ‘60, tanto potente, scrive, da poter ottenere il silenzio dei politici. Accuse pesantissime. Viene naturalmente denunciato e ancora condannato a risarcire tutti quanti. Ma non si ferma affatto. Questa storia poteva finire molti anni fa. Invece no. Scaburri vince infatti il processo civile coi vicini nel 2002: devono arretrare il vano scale a 4 metri e i bagni e le tubazioni a un metro. E vince anche il ricorso sulla sospensiva un anno più tardi. «Ma l’avvocato non mi avvertì. Non mi disse che era esecutiva e che potevo chiedere di abbatterlo già allora».

Cambia legale. E attende fremente altri nove anni. Ora la corte d’appello di Brescia si è definitivamente pronunciata. Stavolta ha ragione lui. Il muro da cui sentiva provenire ogni sua ingiustizia, lo chiamava il muro “Berlin-chiudunese”, come un locale muro di Berlino. Solo che quello vero è venuto giù nella metà del tempo.

Bresciaoggi 18 luglio 2012

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Agosto 2012
Cronaca Vera del 22 agosto 2012

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21 settembre 2012
Settimanale STOP del 21 settembre 2012

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facce_politici

Tutti i Politici, Parlamentari,
Protettori
delle furberie del DIO dollaro nelle moltissime amministrazioni regionali, provinciali e comunali.
Speriamo che Matteo Renzi e Beppe Grillo riescano finalmente a cacciarli a casa, azzerando i loro privilegi miliardari della libera uscita.

Fare pagare IMU e l’ICI arretrato (compreso di interessi), a Banche , Sedi Sindacali e allo Stato più ricco del mondo la Chiesa di Roma ladrona e dintorni e togliere l’8 per mille al Vaticano e donarlo a chi non arriva al 15 del mese.

michele_santoro

Dalla trasmissione “Servizio pubblico” LA7
di giovedì 25 ottobre 2012

Loro rubano e tu che fai?


Speriamo che Beppe Grillo mandi a casa i ladri e gli imbroglioni, facce di bronzo della prima, seconda e terza repubblica, alcuni dei quali sono protettori e garanti dei cardinali senza Dio, evasori dello stato italiano, che non vogliono pagare ICI e IMU, che sono proprietari di ¼ degli immobili e del territorio italiano.

ESPRESSO25-10-12001

25 OTTOBRE 2012

ESPRESSO25-10-12002

L’avv. Piero Longo difensore del Cav. Silvio Berlusconi,

in una conversazione ha dichiarato che

nelle pubbliche amministrazioni vi sono

LADRI, IMBROGLIONI E DELINQUENTI.

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