Il premio “Faccia di Bronzo”

 

Il premio “Faccia di Bronzo”, che è un premio Nobel ironico, si dà in omaggio ai potenti, capi, capetti e caporali, a chi insomma ha responsabilità pubbliche e agisce male, ma si presenta come persona per  bene.

La mia idea di istituire il premio “Faccia di Bronzo” vide insieme a me una lieta brigata di amici, decisi a battagliare in difesa dei diritti del cittadino, tra questi il commercialista Angelo Pelliccioli, che da decenni combatte contro le vessazioni degli amministratori pubblici.

L’idea del premio “Faccia di Bronzo” ha lasciato il segno trasformando il linguaggio dell’uomo della strada in un oggetto che si presta ai moderni mezzi di informazione. Dicono che il ridicolo uccide: le mie facce di bronzo non hanno ucciso nessuno, ma, chi si è visto ritrarre, molto spesso l’ha presa male, vuol dire che avevo colpito nel segno.

La prima “Faccia di Bronzo” è stata pubblicamente assegnata all’ex sindaco dott. Pierfausto Finazzi, capo di un’amministrazione DC, PSI, PCI. Il sindaco, che gode il privilegio di iniziare la serie, non gradisce, ma non potrà smentirne il merito in quanto, dopo quattro denuncie, mi aspettavo si dimettesse dalla carica mentre invece sta incollato imperterrito alla sua sedia. Viene spontanea la battuta: «Ha proprio una bella faccia di bronzo».

IL COMUNE DI CHIUDUNO (BG) E’ SOLO L’ESEMPIO DI

COME SI AMMINISTRA NEI CIRCA 10.000 COMUNI D’ITALIA

primo premio

Mi viene da pensare che quando qualcuno dei personaggi effigiati in bronzo si lamenta, non lo fa per il ritratto, di solito molto bello ed accurato, opera di scultori professionisti, ma perché teme che questa messa alla berlina inviti qualcuno a conoscerli meglio, a guardarli dietro la maschera di perbenismo e falsa moralità con cui predicano. Nessuno di questi personaggi ha mai voluto ritirarla, pur sapendo che è  in omaggio, sarà perché pesa? E’ ora di dire basta alle Cricche di ogni paese, spesso composte da 4-5 persone e con le funzioni di geometra, dottore, prete, industriale, impresario edile, commercialista, banchiere, che comandano il paese a loro piacimento e a proprio interesse.

 

Nel dicembre ’90 a Bergamo, in occasione della presentazione del movimento politico radicale Forum Democratico, conferisco ufficialmente il premio “Faccia di Bronzo” 1990 all’allora sindaco di Chiuduno (Bergamo), dottor Pierfausto Finazzi. L’iniziativa è stata presentata nella sala stampa del Donizetti di Bergamo, alla presenza dell’avvocato Mario De Stefano, uno dei legali di Enzo Tortora, e del presidente dell’Associazione Tutela del Cittadino. In quella circostanza mi inviò un simpatico telegramma di solidarietà e di amicizia la senatrice Francesca Scopelliti, compagna del povero Enzo Tortora, al cui ricordo ci lega l’affetto, l’amicizia e l’ostinazione di tante battaglie condotte per la giustizia. Nello scritto, Scopelliti definì l’iniziativa “un premio che nel panorama italiano trova meritevoli destinatari e che, a differenza del Nobel, non ha che l’imbarazzo della scelta”.

 

Realizzata da un artigiano della zona, l’opera è stata presentata in varie manifestazioni ed incontri. Il 26 marzo ’90 ha avuto anche l’onore di apparire in TV in quanto ripresa dalla trasmissione “Diogene”, Rai2” che apprezzò l’originalità dell’idea e la fece conoscere con una breve intervista televisiva.

rai

Nel mese di dicembre 2010 siamo arrivati alla novantunesima Faccia di Bronzo.

Video tratto dalla trasmissione DIOGENE di Rai 2 del 26 marzo 1990

(se la ricezione è lenta, mettere in pausa ed attendere qualche secondo per il caricamento completo del video)

Il Codice Deontologico Forense

In quanto alla mia difficoltà incontrata nel recuperare il carteggio e i documenti inerenti alla vicenda che mi ha coinvolto per alcuni decenni, ecco di seguito quanto è espresso nel Codice Deontologico Forense:

ART. 42. – Restituzione di documenti.

L’avvocato è in ogni caso obbligato a restituire senza ritardo alla parte assistita la documentazione dalla stessa ricevuta per l’espletamento del mandato quando questa ne faccia richiesta.

I – L’avvocato può trattenere copia della documentazione, senza il consenso della parte assistita, solo quando ciò sia necessario ai fini della liquidazione del compenso e non oltre l’avvenuto pagamento.

(Testo approvato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta del 17 aprile 1997 ed aggiornato con le modifiche introdotte il 16 ottobre 1999, il 26 ottobre 2002, il 27 gennaio 2006, il 18 gennaio 2007 e il 12 giugno 2008)

Per chi fosse interessato a leggere la versione integrale del Codice: www.consiglionazionaleforense.it

“Nessuno mi rispose”

A coronamento del Premio “Faccia di Bronzo” vorremmo ricordare a tutti le parole pronunciate Bettino Craxi durante il processo ENIMONT, il principale processo giudiziario della stagione di Mani pulite, svoltosi a Milano tra il 1993 e il 2000, che vide coinvolti i maggiori esponenti politici della Prima Repubblica accusati, insieme ad alcuni imprenditori, di aver intascato una maxi-tangente di 150 miliardi di lire: soldi utilizzati per finanziare i partiti in maniera illegale (il cosiddetto finanziamento illecito).

Tra gli imputati figuravano noti esponenti politici, come Renato Altissimo (segretario del PLI ed ex ministro della sanità), Umberto Bossi, Bettino Craxi (segretario del PSI e presidente del Consiglio dal 1983 al 1987), Gianni De Michelis (ministro degli esteri dal 1989 al 1992), Arnaldo Forlani (segretario della DC e presidente del Consiglio tra il 1980 e il 1981), Giorgio La Malfa, Claudio Martelli (vice segretario del PSI e ministro della Giustizia tra il 1991 e il 1993), Carlo Vizzini (segretario del PSDI).

« Le verità sono venute fuori quando sono emersi dei fatti inoppugnabili… però la verità l’hanno detta una volta. Sa quando l’hanno detta? Quando io, parlando di fronte alla Camera dei Deputati, a ranghi completi, io dissi Se c’è qualcuno in quest’aula – è quando affermo che tutto il sistema politico e partitico aveva dei finanziamenti irregolari ed illegali – in condizione di affermare il contrario si alzi e lo giuri senza timore che i fatti lo possano definire spergiuro” . Ebbene, in quel momento non si è alzato nessuno…»

(Tratto da “L’ultimo Gladiatore”, supplemento di cronaca del “Il Giorno” 23 gennaio 2000)

 

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